Non bisogna mai usare spazzole metalliche, carta vetrata e pagliette che righerebbero la superficie del metallo, ma si devono invece adoperare spugne, panni morbidi e spazzolini da denti a setola morbida per gli intarsi.

Per prima cosa occorre verificare che  l’oggetto da pulire sia veramente in ottone, avvicinando una calamita: se ne viene attratta, non siamo in presenza di ottone o l’oggetto è solo laccato e in tal caso bisogna evitare ogni procedimento abrasivo.

L’ottone da esterni, ma anche altri elementi da interni in questa lega di rame e zinco, è spesso trattato con soluzioni chimiche per evitare l’ossidazione e mantenerlo brillante a lungo.

In caso di ottone trattato occorre molta cautela per non asportare lo strato protettivo: lo laveremo quindi con acqua saponata tiepida adoperando un detergente neutro  ben diluito.

Se la vernice si sfalda per usura od altri motivi, si può rimuovere del tutto con acetone o con acetato di amile, mentre per la successiva verniciatura occorre rivolgersi ad un buon artigiano del settore.

Se, invece, l’ottone non è trattato, ci sono vari metodi di pulizia, che può essere effettuata con prodotti chimici o  naturali.

Di solito preferisco usare prodotti naturali per pulire l”ottone e gli altri metalli (non sono tossici e  non inquinano), ma confesso che talvolta, quando gli oggetti sono molto sporchi, ho poco tempo a disposizione e non m’interessa salvaguardare la patina (che non deve mai essere asportata se si tratta di ottone antico), uso Poliboy Ottone

ottimo prodotto usato da mia madre che fa risparmiare tempo e “sugo di gomiti “.

Occorre, in questo caso, avere l’accortezza di sciacquare bene l’oggetto con acqua demineralizzata, il cui uso  è comunque consigliabile per ogni ammollo e risciacquo degli oggetti in metallo.

Passiamo ora ai rimedi naturali che, inutile dirlo, sono sempre preferibili.

Se l’oggetto può essere immerso, la cosa migliore è metterlo per 10 minuti in una bacinella contenente acqua calda e sapone di Marsiglia o, in mancanza di quest’ultimo, detergente liquido per piatti (io mi trovo bene col Sole Piatti); poi occorre sciacquare, asciugare bene e passare alla lucidatura.

Se l’ottone è molto sporco o ossidato, lo si può invece immergere in una soluzione di acqua calda e ammoniaca per 15 minuti, strofinando delicatamente incavi e intarsi con uno spazzolino morbido e poi bisogna asciugarlo e lucidarlo.

Per oggetti difficili da pulire altrimenti c’è un vecchio trucco di casa, semplice e sempre efficace: sfreghiamoli con una fetta di limone precedentemente tuffata in aceto caldo salato e poi sciacquiamo bene.

Ugualmente, possiamo usare una pastella di farina, sale fino e aceto.

Validissima anche la tradizionale ricetta della nonna: mescoliamo insieme mezzo bicchiere di aceto bianco, il succo di un limone, 1 cucchiaio di sale fino e 1 cucchiaio di detersivo per piatti non concentrato.

Le macchie di ossido si possono trattare con una soluzione calda di 3 parti d’acqua, e 1 di aceto bianco; si lascia asciugare completamente e poi si sciacqua.

Per eliminare il verderame si possono sfregare le parti colpite con  del cotone imbevuto di alcool e poi si passa del vino rosso.

L’ottone annerito si può anche pulire con lo yogurt ( ecco un metodo per utilizzare lo yogurt scaduto! ), lasciandolo agire 10 minuti.

Piccole macchie si possono trattare efficacemente con un panno per gioiellieri.

La lucidatura si può effettuare con dentifricio e un panno morbido con movimenti  circolari e poi si sciacqua per eliminare i residui e si asciuga accuratamente.

Per proteggere l’ottone e prolungarne la pulizia, è possibile passare sulla superficie dell’oggetto poco olio di lino con un panno morbido.

Consiglio di eseguire la lucidatura indossando dei guanti di cotone, in modo di evitare che rimangano impronte.