La catena
La corretta abitudine è pulirla (se non con acqua e sgrassatore quanto meno con un panno) e lubrificarla prima di ogni uscita. Non occorre una gran quantità di olio, ma è sufficiente che questo penetri fra i rulli della catena. Sulla parte esterna della catena deve rimanere un sottile velo di lubrificante, quindi, prima di partire per l’uscita, prendete un panno, afferrate la catena e pedalate all’indietro per rimuovere l’olio in eccesso.
Se l’uscita è molto lunga e/o il terreno è molto polveroso può essere utile portare con sé il flacone del lubrificante.

I pedali
Sono i componenti ai quali si presta meno attenzione in generale eppure sono quelli che tendono ad imbrattarsi più di molti altri. E di conseguenza richiedono una certa cura, di tanto in tanto.
Sono due le parti da considerare: il sistema di ritenzione e il perno.
La molla di ritenzione non deve mai lavorare a secco, altrimenti l’operazione di sgancio e aggancio della tacchetta diventa molto più difficoltosa. E’ un processo al quale ci si abitua progressivamente e si arriva al punto di avere pedali che rilasciano a fatica la tacchetta.

Provate a lavarli per bene con acqua e sapone e poi a spruzzare del lubrificante spray sulle molle di sgancio e sul sistema di ritenzione. Appena riagganciate la tacchetta noterete la differenza.
Il perno del pedale invece non deve avere giochi e deve scorrere con fluidità. Se così non fosse occorre procedere con lo smontaggio dell’asse e la lubrificazione dei rotismi, ma è un’operazione non sempre alla portata di tutti.
Come ci si accorge di eventuali giochi?
Con il pedale fissato alla pedivella, afferrate il corpo del pedale e provate a fargli fare delle torsioni: in questo modo ci si accorge se i cuscinetti hanno preso del gioco oppure no.
Ciò che invece potete fare è smontare il pedale dalla pedivella, pulire la filettatura dell’asse e della pedivella, lubrificare la filettatura con il grasso (senza esagerare con la quantità) e rimontare il pedale.
Questo intervento può servire, specie d’estate, a rimuovere quei noiosi scricchiolii che si avvertono durante la pedalata.
E’ buona regola ripetere questo intervento prima della stagione invernale.

Il reggisella
Stesso discorso del pedale: l’assenza di grasso o di pasta grippante (se il reggisella e/o il telaio è in carbonio) porta a scricchiolii durante la pedalata. Anche qui si smonta tutto (non prima di aver preso nota dell’altezza della sella), si pulisce per bene con un panno asciutto e si lubrifica o si applica la pasta grippante, a seconda dei casi.
Attenzione alla coppia di serraggio: con il carbonio è bene essere cauti e se si hanno dubbi utilizzate una chiave dinamometrica oppure andate dal vostro meccanico.

In particolar modo con i reggisella telescopici, un serraggio eccessivo del collarino può rallentare o bloccare il funzionamento del telescopico.

La sella
Anche la sella ha bisogno di manutenzione? In un certo senso sì: il punto di contatto fra morsetto del reggisella (in inglese clamp) e il telaio della sella va lubrificato e mai lasciato a secco. Essendo un punto di contatto cruciale (su pochi millimetri grava una parte consistente del peso corporeo) l’attrito statico può portare anche qui a scricchiolii più o meno sinistri.

Prendete bene nota della posizione della sella (avanzamento e inclinazione), smontate tutto, pulitelo per bene (non stupitevi di trovare accumuli di terra…), lubrificate con del grasso e rimontate tutto. Appena avete ritrovato la posizione corretta della sella, togliete gli eccessi di grasso che potrebbero essere fuoriusciti nel frattempo: in questo modo evitate che attirino pericolosamente polvere e detriti.

I freni
Estate, montagna, lunghe discese e più stress per i freni. Serve un’occhiata anche a questi componenti. Il primo passo è accertarsi dello stato di usura delle pasticche, specie prima di una lunga uscita. Basta un’occhiata alla pinza per capirlo e in caso di dubbi, sfilate le pasticche e controllatele. L’operazione è piuttosto semplice ed è alla portata di tutti.

E i dischi? Le lunghe discese spesso impongono un grande stress termico che porta non solo ad usurare le pasticche, ma anche a vetrificare il materiale d’attrito delle pasticche sul disco riducendo il suo coefficiente di attrito e quindi peggiorando le prestazioni del freno. E’ possibile rimuovere una grossa parte di questo strato vetrificato con prodotti specifici per la pulizia dei dischi. Non contaminano le pasticche e permettono una frenata migliore, in pochi secondi.
Come si applica? Prendete un panno di carta assorbente (l’ideale è quella per le officine), spruzzatevi sopra il liquido, passatelo sul disco e il gioco è fatto. Questa operazione andrebbe ripetuta con una cadenza mensile.

Le sospensioni
Premesso che la vera manutenzione è un’altra faccenda, ciò che si può fare se la forcella o l’ammortizzatore cominciano a dare segni di lentezza di risposta, ruvidità e scarsa sensibilità è tenere puliti steli e parapolvere. Questi sono i componenti più esposti ai detriti e la loro pulizia costante permette di allungare gli intervalli di manutenzione di forcella e ammortizzatore.
La polvere e la morchia possono raggiungere l’interno del parapolvere e imbrattare l’anellino di spugna che contiene un lubrificante. Questo lubrificante riduce l’attrito statico fra parapolvere e stelo.
Anche se non è una pratica ufficialmente consigliata da alcun brand, occasionalmente si può aggiungere dell’olio dall’esterno per inumidire l’anellino di spugna.

Una volta che l’olio è entrato nel paraolio comprimete la forcella per una decina di volte in modo l’olio penetri bene. A questo punto sullo stelo noterete un accumulo di detriti, quelli che erano all’interno del paraolio o nella parte più esterna: rimuoveteli, asciugate lo stelo e togliete l’olio in eccesso. Questa operazione, come detto, va in modo occasionale altrimenti si rischia di imbrattare la spugnetta e le parti interne della forcella.

Il secondo metodo, invece, è uno stop in officina, ossia un intervento di manutenzione ordinaria in un momento della stagione in cui, se avete pedalato con costanza da gennaio ad oggi, la vostra forcella è chiamata a impegni più gravosi. Si parla di sostituire paraolii e olio (e forse anche le boccole, a seconda del loro stato di usura) e di riportarla al massimo dell’efficienza. Stesso discorso per l’ammortizzatore, sul quale però questa procedura di manutenzione potrebbe richiedere più tempo perché a volte i rivenditori non possono eseguire tutti gli interventi in piena autonomia.

La serie sterzo
Al pari dei pedali è uno di quei componenti il cui deterioramento delle prestazioni diventa impercettibile. Alziamo la ruota anteriore afferrando la bici sul tubo orizzontale, ruotiamo il manubrio a sinistra e a destra e cerchiamo di capire se si avverte qualche ruvidità di funzionamento e se il manubrio è libero di ruotare liberamente.

Di solito la causa di un funzionamento imperfetto è l’assenza di lubrificazione nel cuscinetto nella calotta inferiore, quello più esposto allo sporco: come si procede? L’operazione è complessa, nel senso che richiede un cavalletto e una certa esperienza per smontare la forcella, sfilare il cuscinetto, aprire la guarnizione, pulire le sfere, lubrificarle, rimontare la guarnizione e via via tutto il resto.

Il liquido sigillante nelle gomme
Il caldo è uno dei nemici dei liquidi sigillanti delle gomme perché accelera il processo di essiccamento. Tutti i liquidi sono soggetti a questo fenomeno, alcuni di più e alcuni di meno.
Per evitare di trovarsi con una gomma che si affloscia a causa di assenza di liquido sigillante è bene allora, specie in estate, ripristinarne la giusta quantità con maggiore frequenza. Per pedalare più tranquilli.

Un’attenzione particolare alla valvola dell’aria: il liquido sigillante riesce a creare dei veri e propri tappi che impediscono sia il gonfiaggio che lo sgonfiaggio della gomma. Per evitare che si formino, allora, è necessario lubrificare di tanto in tanto lo spillo della valvola, smontandolo dalla sede della valvola, con un olio spray molto denso.

Le gomme
Un terreno asciutto consente in linea di massima maggiore scorrevolezza alle gomme e può richiedere battistrada meno artigliati, almeno sulla gomma posteriore. D’estate quindi può avere senso optare per tasselli più bassi sulla copertura di dietro a favore della velocità di rotolamento.

Questa caratteristica, inoltre, ci può tornare utile in salita, specie d’estate, quando è più facile, frequente e piacevole pianificare lunghe uscite con gli amici. Anche questo dettaglio è da considerare.