Un modo estremamente redditizio e sempre più in crescita per fare soldi con Facebook è il ricorso alle ADS. Come Google Adwords, anche lo spazio per gli investitori di Facebook è potenzialmente aperto a tutti (“E’ gratis e lo sarà per sempre”…sic!): chiunque, anche solo per divertimento, può sponsorizzare un post. Ovviamente, oltre a chi si diverte, c’è chi vuole guadagnare denaro in maniera rapida e duratura.

Chi possiede un e-commerce o svolge una professione destina sicuramente una parte del proprio budget in Facebook Ads, sebbene inferiore a quella che investe probabilmente in attività SEO e Google Adwords.  In ogni caso la piattaforma sta crescendo sensibilmente e, a differenza di altre, permette di ottenere traffico spesso con investimenti relativamente bassi.

Parliamo delle affiliazioni.

In pratica, per farla breve, ci sono siti che permettono di guadagnare delle percentuali sulle vendite generate dal portale o anche soltanto sulle richieste di preventivi: ce ne sono tantissime che riguardano praticamente di ogni settore.

Chiaramente il traffico di un sito può essere variabile e non essere per forza di cose organico, cioè proveniente dai motori di ricerca: se, per esempio, riuscite a raggiungere le persone tramite Facebook potete benissimo portare gente sul sito che potenzialmente è interessata a comprare.

Facebook Ads permette di profilare il pubblico, cioè di scegliere chi raggiungere in base agli interessi.

Per riassumere e non voler essere logorroici, se ad esempio riuscite a pagare ogni visita un numero di centesimi relativamente basso rispetto al guadagno che fate dalla vendita (margine che varia a seconda del prodotto) e siete in grado di intercettare con i vostri post un pubblico interessato all’argomento che statisticamente compri su percentuali elevate (si parla tecnicamente di conversioni), avete in pratica creato un business vero e proprio con Facebook. Ce ne sono migliaia ormai che, ogni giorno, invadono la timeline e molti hanno effettivamente successo: si tratta di modelli che vengono definiti “scalabili” perchè una volta intercettato il target giusto di pubblico e quantificati i costi ed i ricavi si può tendenzialmente insistere fino alla saturazione del mercato di riferimento.