Il life coaching a cosa serve?

A raggiungere ciò che desideri.

Perché serve?

Perché la vita ti distrae, il tempo ti sembra sempre meno, le persone, soprattutto quelle più vicine a te, non ti aiutano.

Perché è entusiasmante?

Perché per un’ora a settimana ( a seconda delle esigenze)  ti dedichi esclusivamente a ciò che desideri, che sogni, che vuoi nel tuo profondo.

È una droga così potente che finirà per contagiare anche il resto della settimana, perché nulla ti fa stare bene quanto ciò che ti piace.

Le azioni che porterai a termine fra una sessione e l’altra ti faranno sentire protagonista della tua vita ed in direzione di qualcosa di realmente tuo.

Per questo motivo i risultati arrivano spesso prima del previsto: l’entusiasmo è una sostanza dai poteri magici.

Perché anche i manager hanno il coach?

Perché la mente nei momenti di stress va in difesa e mostra solo la via più semplice, cioè quella cui è abituata.

Le vie abitudinarie portano a risultati che già conosciamo, mentre ciò di cui abbiamo bisogno, talvolta, è di nuovi risultati.

Il coach ti aiuta ad uscire dai tuoi schemi e ad osservare da fuori soluzioni impensabili ‘dal di dentro’.

Quindi è come la psicoterapia?

Assolutamente no.

La psicoterapia si occupa generalmente di sofferenza, disfunzioni, traumi e conflitti della persona.

In questo caso l’attività si basa sulla definizione del problema e di un percorso per risolverlo.

Il terapeuta è l’esperto che fa una diagnosi e si adopera per applicare una guarigione.

Con il Coaching la tua attenzione è rivolta a desideriobiettivisogni.

Il coach ti aiuta a definire obiettivi personali e professionali e a perseguirli per arrivare ai risultati che desideri.

Questo lavoro può avere ripercussioni positive sul tuo stato emotivo, ma il focus del coach è sulla creazione di strategie e la loro messa in pratica, per fare in modo che gli obiettivi si realizzino.

Perché senza il coach non posso riuscire comunque?

Puoi riuscire, dipende da quanto tempo a disposizione hai e quanto la tua mente è allenata a tenere il focus sull’obiettivo, a prescindere da tutto quanto può accadere intorno a te.

Se puoi farlo senza il coach, perché non l’hai ancora fatto?

Come funziona?

Il coaching è un percorso a tappe, che si snoda attraverso un periodo che varia in base all’obiettivo definito dal coachee ( il cliente ).

Il coachee definisce obiettivo, data entro la quale raggiungerlo, numero di sessioni e cadenza.

Il coach può supportarlo in queste valutazioni.

Durante il percorso il coachee avrà dei compiti, delle azioni da fare, che gli permettano di avvicinarsi all’obiettivo.

Potrà sfidare le sue abitudini, le sue certezze, i suoi limiti , se l’obiettivo non era ancora stato raggiunto in precedenza la causa può nascondersi proprio li.

Il coachee sarà stimolato ad osservare, ad ascoltarsi, a scegliere, a decidere.

Sarà portato a diventare il protagonista del suo quotidiano, il risultato spesso diventa una semplice conseguenza del percorso.

Quanto tempo ci vuole?

Meno di quanto si pensi

Il mio coaching

Volontà, comunicazione, comprensione.

Fiducia, perseveranza, fermezza.

Chiarezza, determinazione, entusiasmo.

Onestà, coraggio, autenticità.

Ascolto, decisione, sfida.

Focus, strategia, azione.

Pazienza, amore, fare.

Risultato.

Anche il viaggio più lungo inizia con un solo passo.

 

 

 

Le origini del Coaching

Il Coaching affonda le sue radici in tempi molto lontani.

Il primo ad interessarsi alla disciplina “madre” del coaching, fu Socrate, noto filosofo greco del V secolo AC.

Il suo “fare domande”, noto come Arte della maieutica, aveva lo scopo di portare le persone ad approfondire la ricerca sui temi in esame, piuttosto che a trovare le risposte “corrette”.

Ai giorni nostri il coaching non è di certo un’invenzione.

Ti basti pensare a tutte le persone che hanno una spiccata sensibilità per gli altri e che credono nelle potenzialità altrui ed hanno sempre praticato il coaching senza sapere di farlo.

 

La storia del Coaching

Il termine “coach” ha fatto la sua comparsa nel 1500 e si riferiva ad una carrozza trainata da cavalli.

Nel 1800 la parola “coach” venne utilizzata nelle università inglesi per indicare una persona che aiutava gli studenti a prepararsi per gli esami, quindi a raggiungere una meta di ‘viaggio’, come una carrozza, appunto.

La prima attività di Coaching sembra sia avvenuta in un liceo americano nel 1950, per contrastare l’abbandono scolastico nelle scuole medie superiori.

Alla fine degli anni ’70 il coaching comincia ad entrare anche in ambito aziendale.

Negli anni a venire diventa sempre più diffusa la consapevolezza che attraverso il Coaching si possono migliorare le prestazioni e la qualità della vita delle persone.