Introduzione

La cosa basilare è avere le idee chiare su che cosa si vuole realizzare e rispettare per quanto possibile le proporzioni degli oggetti presenti.

E’ importante stabilire se la nostra scenetta fa riferimento ad un episodio operativo (es. di guerra) o cosiddetto “da parata”.

Il realismo deve essere accompagnato da una certa logica quando nel diorama compaiono elementi in qualche modo “nemici”.

Per fare un esempio se due figurini duellanti devono essere sistemati vicini per ovvi motivi di combattimento, un soldato della Grande Guerra non puo’ essere posizionato in atteggiamento di tiro nelle vicinanze del suo antagonista, salvo pensare ad una imboscata o inventarsi scenari piu’ cruenti.

Caso emblematico e’ il combattimento tra carri armati o navi, data la gittata dei cannoni è impensabile posizionare due carri nemici troppo vicini, la soluzione potrebbe essere quella di danneggiarne uno per simularne l’abbandono o la resa.

Altro aspetto e’ il reperimento del materiale: il divertimento sta’ nell’aggiustarsi inventandoci effetti scenici partendo da oggetti di utilizzo comune o dando un’occhiata in giro durante una passeggiata in un bosco.

Se siamo pigri rivolgiamoci come sempre al nostro negozio di fiducia, specialmente se tratta materiale ferroviario facendo però attenzione alla scala, non sottovalutiamo anche un giro ad un colorificio o negozio di belle arti.

Materiali

Compensato: e’ la base classica del diorama, reperibile da qualsiasi falegname o nei negozi di fai-da-te.
Truciolato: piu’ rigido del compensato a discapito del peso, in questo caso la bordatura e’ d’obbligo, di effetto l’impegno di cornici.
Cartapesta: storicamente e’ il materiale piu’ usato per la riproduzione dei rilievi, si ottiene lasciando macerare carta da giornale e colla.
Polistirolo espanso: per intenderci, quello utilizzato negli imballaggi, si utilizza modellandolo a caldo per fortificazioni o, come vedremo, come base per i rilievi.
DAS: e’ fondamentale per la costruzione di muretti, piccole fortificazioni, accessori quali tegole, mattoni, ruderi etc. e’ reperibile nei colorifici e in cartoleria.
Gesso: è venduto in polvere e va diluito in acqua, si utilizza per rifinire gli oggetti in cartapesta o polistirolo.
Stucco: ha lo stesso utilizzo del gesso con maggiore facilità d’uso ed estensione dei materiali usabili come ad esempio il legno.
Cartone e Cartoncini: generalmente sono usati per le costruzioni dalle pareti e telai per porte e finestre, da integrare con listelli di legno
Erba: i negozi di modellismo ne offrono di tutti i tipi, sconsiglio vivamente quella gia’ incollata su cartoncino o simile sempre che non si voglia riprodurre un prato all’inglese.
Terra: nei colorifici si possono trovare terre di ogni tonalita’.
Ossido di zinco: sempre nei colorifici, e’ utilizzato per riprodurre la neve.
Lichene: ottimo per riprodurre piccoli cespugli e nella fabbricazione di alberi.
Pietrisco e sabbia: il loro utilizzo mi sembra ovvio, l’acquisto è consigliato per la varieta’, nei negozi di ferromodellismo.

Ma facciamo un esempio pratico.

Prendiamo un pezzo di polistirolo o simile delle dimensioni adatte per lavorarci sopra, del vinavil e del das…

 

 

 

 

scelata la disposizione degli oggetti…si procede stendendo una mano di ccccolla vinilica alla Mucciaccia..

 

 

 

 

 

 

dopodiche appena la colla comincia ad addensarsi….si stende il das in palline schiacciandole a piacere e senza troppa precisione e fisime mentali….seguendo in grandi linee gli spessori che si desidera raggiungere

finito di stendere si modella sempre in grandi linee….con una spatolina e dopo con un pennello appena umidoqua e la, volendo si puole testurizzare sempre qua e la con uno spazzolino da denti.

a questo punto quando tutto è secco….si procede a rifilare con un taglierino il profilo esterno, e con l’aiuto di un righello si squadrano e addizzano eventuali scalini che con la spatola sono venuti storti…
il das si taglia bene…..
una carteggiatina…..e poi si inizia a disegnare e poi incidere con un ago o un punteruolo delle dimensioni appropriate il pavimento…

se notate ci sono due cose particolari, una è la non planarità perfetta nella stesura del das…l’altra il cambio di colore del das stesso…piu scuro e più chiaro..questo ultimo dovuto alla colla vinilica emersa nella schiacciatura del das….questa fa si che il das si.”plastifichi” quindi risulta diversa da incidere…queste due particolarità che emergeranno A CASO….daranno alla basetta un certo senso di realtà….troppo preciso sarebbe una cosa morta…