RITA Rendita Integrativa per la Pensione Anticipata 2017, è la misura contenuta nel “pacchetto pensioni” conosciuta ai più, anche come riforma pensioni 2017, anche se non si tratta di una vera e propria riforma ma di un aggiustamento di alcune norme ormai obsolete e controproducenti, che il Governo Renzi-Gentiloni ha voluto inserire nella nuova Legge di Bilancio 2017.

Vediamo quindi quali sono le novità sulla pensione anticipata 2017 e cos’è e come funziona RITA, rendita integrativa.

 

Ma cosè?

 

La RITA Rendita Integrativa per la Pensione Anticipata 2017, è una nuova forma di flessibilità in uscita, a cui sta lavorando il governo Renzi, e che verrà inserita nella prossima legge di Bilancio.

Che cos’è RITA pensione anticipata?

E’ una misura che consente ai lavoratori  che sceglieranno l’APE, ossia, l’anticipo pensionistico, di coprire in parte o tutto, il finanziamento bancario assicurato, fruendo, quindi, di:

1) una forte riduzione delle penalizzazioni;

2) uno sgravio per ogni anno di iscrizione al fondo complementare;

3) una tassazione sostitutiva molto più leggera che potrebbe scendere dall’attuale 23% al 9%.

 

Come funziona?

La rendita integrativa pensione anticipata nel 2017, consente ai lavoratori con 63 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati che sono disoccupati, per cui senza un contratto di lavoro al momento della richiesta, di andare in pensione in anticipo con l’APE, e di percepire la rendita fruendo di una tassazione sostitutiva più leggera per quanti sono iscritti da lungo tempo ad un fondo pensione integrativo.

In altre parole, ecco come funziona Rita, rendita integrativa nella pensione anticipata 2017: il lavoratore che possiede i requisiti richiesti dall’APE, può andare in pensione in anticipo rispetto a quella di vecchiaia, utilizzando un vero e proprio prestito sulla pensione erogato da banche e assicurazioni.

Se il lavoratore però, ha pagato una pensione integrativa, questa può essere utilizzata per questo fine, e può essere trasferita nel fondo pensione integrativo da dove si richiede il prestito APE.

Per quanti nel 2017, opteranno per la RITA, il governo, pensa di introdurre uno sgravio dello 0,3% per ogni anno di iscrizione a un fondo superiore a 15 anni, con una tassazione sostitutiva più favorevole dall’attuale 23% al 9%.

In questo modo Rita, potrebbe diventare nel 2017, un’ottima opzione per quei lavoratori che vogliono andare in pensione in anticipo, in quanto, potrebbero integrare il loro reddito, durante gli anni di passaggio alla pensione normale, con la sicurezza che una volta ottenuta la rendita anticipata essa sarà cumulabile, come l’APE, con eventuali nuovi redditi da lavoro.

 

A chi spetta e chi ne ha diritto?

 

La RITA, come nuova misura di flessibilità di anticipo che consente a chi sceglie l’APE, di utilizzare i soldi della pensione privata, che si sarebbero dovuti iniziare a prendere dopo i 67 anni e dopo aver raggiunto la maturazione dei requisiti della pensione di vecchiaia, al fine di integrare il proprio reddito durante gli anni che lo separano dalla pensione ordinaria.

Infatti, occorre ricordare che chi sceglie l’assegno pensionistico, può si andare in pensione anticipata, ma ottiene un assegno molto più basso rispetto a quello normale in funzione delle penalizzazioni operate.

Questa differenza di trattamento, però, potrà essere ridotta grazie alla rendita pensionistica complementare.

A chi spetta RITA rendita integrativa 2017? 

Secondo le misure già previste nel testo del Ddl concorrenza che il Senato dovrebbe approvare definitivamente entro la fine di settembre, sono previste 2 cose:

1) La possibilità per i disoccupati da almeno 24 mesi di accedere a RITA;

2) La possibilità di scegliere di destinare anche solo una parte del Tfr alla previdenza complementare.